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VOCI D'ITALIA,
LA CANZONE S'E' DESTA . Nada, 99 Posse, Gang & co : il Premio Ciampi
tra vibrazioni multietniche e no global. Passano le edizioni, già sette, ma le scalette di rassegne come il Premio Ciampi mantengono quasi sempre la loro struttura inalterata e collaudata : una serie di artisti divisi su più serate, i noti ( senza aure da star ) e i meno noti impegnati al massimo nelle loro performances, molte emozioni legate ai ricordi, agli aneddoti, battute ad effetto, qualche buco che spunta qua e la’ soprattutto per mettere a punto jack e scatole on stage, per trasformare un pianoforte o sistemare le postazioni dei musicisti, un bel clima tra il pubblico ed il palcoscenico, così da combattere il gelo che anche a Livorno in questi giorni si è fatto sentire. Una
differenza però c'è ed è proprio il pubblico. Se
vai al "Tenco" a Sanremo, per esempio, almeno un buon quarto
dei paganti si tira a lucido
come per le serate del Festivalone. Un'altra occasione mondana, in buona
sostanza. Sono quelli che quest'anno, tanto per capirci, col buio complice
della sala sono scappati durante l'esibizione di Laurie Anderson. A
Livorno no. Il tema del "Ciampi" 2001, dedicato all'assenza
di pace nel mondo è vero e proprio assedio alla libertà
dell'uomo secondo gli organizzatori, coinvolge molta gente. Soprattutto
ci sono giovani. La maggior parte sono studenti ed operai. Ci sono anche
giovani maghrebini che, per godere della breve illusione di essere a
casa, sono venuti in buon numero al Teatro La Gran Guardia per ascoltare
la dolce voce di Nabil Salameh dei Radio Dervish o il gruppo del marocchino
Monsif, un originale mix di drum'n'bass e reggae. E
per la seconda serata arrivano anche i no global ed i ragazzi e le ragazze
dei centri sociali richiamati dalla formazione attuale dei 99 Posse,
che ha sfornato da un paio di mesi un doppio cd che raccoglie pezzi
live e un lungo elenco di remix. Tutti riuniti per la musica, tutti
contro la guerra che divide, musica come collante di popoli e di culture
diverse, a volte, purtroppo, contrapposte per interessi che non sono
né culturali, né religiosi, ma per motivi tragicamente banali. Così,
oltre alle voci arabo-africane ci sono le melodie klezmer e hassidiche
ebraico-italiane di Enrico Fink e del Quartetto Lokshen e l'americano
Steve Wynn in procinto di uscire con un nuovo album a gennaio, Her come
the miracles, dopo tre anni di dura e meticolosa preparazione. Ma molti
sono gli artisti presenti perchè sentono un profondo legame con
Piero Ciampi. Alcuni lo hanno conosciuto da vicino come Mimmo Locasciulli,
o come Nada, fresca di uno splendido album che si intitola l'amore è
fortissimo e il corpo no che da trent’anni anni, ma non si vede, interpreta
le canzoni del cantautore livornese
suo conterraneo. Altri, e sono quelli più giovani come
Barbara di Prospero, Luca Nesti, Marco Parente ( a Livorno con Paolo
Benvegnù ex Scisma e Manuel Agnelli degli Afterhours) ne condividono
le scelte, non solo artistiche, ma anche di indipendenza dal mercato
discografico, attuali come non mai a poco più di vent'anni dalla
sua scomparsa. Tra un Tricarico, laconico col mondo senza le sue canzoni,
e un Max Gazzè sulla cresta dell'onda del suo nuovo cd "ognuno
fa quello che gli pare", tre esibizioni meritano una sottolineatura. La
prima è per i Gang, oggi tra i punti di riferimento del rock
italiano e, soprattutto, in italiano. C'è politica, c'è
impegno sociale, c'è combattimento, c'è voglia di difendere
il significato della storia della democrazia di questo paese. E loro
lo fanno nel modo che gli è più congeniale, suonando con
un vigore potente e rimesso a lucido. Seconda citazione per Alessandro
Haber : vuole a tutti i costi una band ed esprimersi con la musica.
Non significa che intenda tagliare i ponti con il teatro, ma l'idea
di avere un microfono e un gruppo tutto suo lo fa uscire pazzo. Per
ora lavora ad un terzo cd, in primavera sarà in tournee teatrale
con i tanghi di Astor Piazzolla e si prepara ad interpretare Bukowski
con un quartetto jazz. Terzo inciso per Peppe Barra, Premio Ciampi alla
carriera. Che sia grande, che sia considerato un esponente della world
music, che abbia una presenza scenica imponente lo hanno già
scritto in molti. Ma ogni volta che lo senti modulare a suo piacere
la voce, senza limiti, trovando sempre nuove sfumature, tirando fuori
mille espressioni, duettando col violino esplosivo di Lino Canavacciulo
e con il resto del gruppo, ti chiedi fino a dove potrà arrivare.
I premi infine. Quest'anno
la Giuria del "Ciampi", organizzato dall'omonima associazione
culturale e dall'Arci di Livorno, in stretta collaborazione con Comune
e Provincia di Livorno, regione Toscana, Cel Teatro di Livorno, Toscana
Musiche e Siae, ha sancito la vittoria di Claudia Fofi nel concorso
nazionale e quella di Valentina Gravili come miglior debutto discografico.
A Francesco Chiummento è stata assegnata la targa dedicata a
Stefano Ronzani, mentre gli Ondes Martenot, con l'esecuzione di "Madonnina
del 2000", si sono aggiudicati il riconoscimento per la migliore
cover di Piero Ciampi. Testimone passato, la corsa continua.
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