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Premio Ciampi News

VOCI D'ITALIA, LA CANZONE S'E' DESTA . Nada, 99 Posse, Gang & co : il Premio Ciampi tra vibrazioni multietniche e no global.
di Luis Cabasès, da L'Unità 20.12.2001.

 

Passano le edizioni, già sette, ma le scalette di rassegne come il Premio Ciampi mantengono quasi sempre la loro struttura inalterata e collaudata : una serie di artisti divisi su più serate, i noti ( senza aure da star ) e i meno noti impegnati al massimo nelle loro performances, molte emozioni legate ai ricordi, agli aneddoti, battute ad effetto, qualche buco che spunta qua e la’ soprattutto per mettere a punto jack e scatole on stage, per trasformare un pianoforte o sistemare le postazioni dei musicisti, un bel clima tra il pubblico ed il palcoscenico, così da combattere il gelo che anche a Livorno in questi giorni si è fatto sentire.

Una differenza però c'è ed è proprio il pubblico. Se vai al "Tenco" a Sanremo, per esempio, almeno un buon quarto dei paganti si  tira a lucido come per le serate del Festivalone. Un'altra occasione mondana, in buona sostanza. Sono quelli che quest'anno, tanto per capirci, col buio complice della sala sono scappati durante l'esibizione di Laurie Anderson. A Livorno no. Il tema del "Ciampi" 2001, dedicato all'assenza di pace nel mondo è vero e proprio assedio alla libertà dell'uomo secondo gli organizzatori, coinvolge molta gente. Soprattutto ci sono giovani. La maggior parte sono studenti ed operai. Ci sono anche giovani maghrebini che, per godere della breve illusione di essere a casa, sono venuti in buon numero al Teatro La Gran Guardia per ascoltare la dolce voce di Nabil Salameh dei Radio Dervish o il gruppo del marocchino Monsif, un originale mix di drum'n'bass e reggae.

E per la seconda serata arrivano anche i no global ed i ragazzi e le ragazze dei centri sociali richiamati dalla formazione attuale dei 99 Posse, che ha sfornato da un paio di mesi un doppio cd che raccoglie pezzi live e un lungo elenco di remix. Tutti riuniti per la musica, tutti contro la guerra che divide, musica come collante di popoli e di culture diverse, a volte, purtroppo, contrapposte per interessi che non sono né culturali, né religiosi, ma per motivi tragicamente banali. Così, oltre alle voci arabo-africane ci sono le melodie klezmer e hassidiche ebraico-italiane di Enrico Fink e del Quartetto Lokshen e l'americano Steve Wynn in procinto di uscire con un nuovo album a gennaio, Her come the miracles, dopo tre anni di dura e meticolosa preparazione. Ma molti sono gli artisti presenti perchè sentono un profondo legame con Piero Ciampi. Alcuni lo hanno conosciuto da vicino come Mimmo Locasciulli, o come Nada, fresca di uno splendido album che si intitola l'amore è fortissimo e il corpo no che da trent’anni anni, ma non si vede, interpreta le canzoni del cantautore livornese  suo conterraneo. Altri, e sono quelli più giovani come Barbara di Prospero, Luca Nesti, Marco Parente ( a Livorno con Paolo Benvegnù ex Scisma e Manuel Agnelli degli Afterhours) ne condividono le scelte, non solo artistiche, ma anche di indipendenza dal mercato discografico, attuali come non mai a poco più di vent'anni dalla sua scomparsa. Tra un Tricarico, laconico col mondo senza le sue canzoni, e un Max Gazzè sulla cresta dell'onda del suo nuovo cd "ognuno fa quello che gli pare", tre esibizioni meritano una sottolineatura.

La prima è per i Gang, oggi tra i punti di riferimento del rock italiano e, soprattutto, in italiano. C'è politica, c'è impegno sociale, c'è combattimento, c'è voglia di difendere il significato della storia della democrazia di questo paese. E loro lo fanno nel modo che gli è più congeniale, suonando con un vigore potente e rimesso a lucido. Seconda citazione per Alessandro Haber : vuole a tutti i costi una band ed esprimersi con la musica. Non significa che intenda tagliare i ponti con il teatro, ma l'idea di avere un microfono e un gruppo tutto suo lo fa uscire pazzo. Per ora lavora ad un terzo cd, in primavera sarà in tournee teatrale con i tanghi di Astor Piazzolla e si prepara ad interpretare Bukowski con un quartetto jazz. Terzo inciso per Peppe Barra, Premio Ciampi alla carriera. Che sia grande, che sia considerato un esponente della world music, che abbia una presenza scenica imponente lo hanno già scritto in molti. Ma ogni volta che lo senti modulare a suo piacere la voce, senza limiti, trovando sempre nuove sfumature, tirando fuori mille espressioni, duettando col violino esplosivo di Lino Canavacciulo e con il resto del gruppo, ti chiedi fino a dove potrà arrivare. I premi infine.

Quest'anno la Giuria del "Ciampi", organizzato dall'omonima associazione culturale e dall'Arci di Livorno, in stretta collaborazione con Comune e Provincia di Livorno, regione Toscana, Cel Teatro di Livorno, Toscana Musiche e Siae, ha sancito la vittoria di Claudia Fofi nel concorso nazionale e quella di Valentina Gravili come miglior debutto discografico. A Francesco Chiummento è stata assegnata la targa dedicata a Stefano Ronzani, mentre gli Ondes Martenot, con l'esecuzione di "Madonnina del 2000", si sono aggiudicati il riconoscimento per la migliore cover di Piero Ciampi. Testimone passato, la corsa continua.


Ufficio stampa Premio Ciampi - Città di Livorno

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