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Intervista a Piero Ciampi PDF Stampa E-mail
Venerdì 01 Febbraio 2008 14:47


"SONO IL PIÙ BELLO IL PIÙ BRAVO E NON PERDONO"

Intervista di Lina Agostini pubblicata da « Radiocorriere TV » nel giugno 1976
Tratta da « Piero Ciampi – Canzoni e poesie » a cura di Enrico De Angelis
Roma, giugno 1976

Dicono che è stonato. Dicono che scrive canzoni sgradevoli, malinconiche, popolate di vinti, di infelicità e di abbandoni. Dicono che è costantemente ubriaco. Dicono che canta solo quando glielo impongono gli esattori della luce e del gas. Dicono che è un campione di invettive. Dicono che è antipatico e presuntuoso. Dicono che non ha una lira. Dicono che non accetta di essere paragonato ad un altro autore che non sia Leo Ferré o Bressens, Sartre, Camus o Hemingway. Dicono che si cita e si autocelebra...

Di Piero Ciampi, 41 anni, livornese, figlio di un commerciante di perle, ingegnere per volontà familiare, si dice troppo e troppo male. Gli unici a dirne bene sono i critici e i giovani per i quali è «l’unico». E di per sé Piero Ciampi cosa dice? « Sono un poeta ». È il solo diritto che rivendica ed ha preteso dalle autorità che la qualifica « poeta » finisse anche sul passaporto. Da oltre quindici anni Ciampi scrive e canta canzoni sgradite al vasto pubblico, ma molto note alle commissioni censorie. Queste sono le parole del suo ultimo disco, Adius: « Un cuore giace inerte e rossastro sulla strada e un gatto se lo mangia fra gente indifferente. Un ombrello cerca invano la pioggia malgrado la primavera e l’uva cade sul sedere di un poeta. Così questa nostra casa splendida arredata da arbusti venuti non dall’infinito, ma da una falegnameria . Dunque, io e te, amore adorato, vogliamo stare insieme, amore adorato? Sì o no? No!?! ».
- « E l’amore adorato » finisce spedito a quel paese in perfetto romanesco.
- « Ciampi, anche per questa sua canzone ci vorrebbe una Hit Parade tutta speciale, quella riservata ai  cantautori irriverenti ».
- « Invece con Adius venderò milioni di dischi e sarò ancora il più grande di tutti. Ho sdrammatizzato l’addio di ogni canzone d’amore, tutti piangono e io dico chi se ne frega ».
- « Un poeta che maltratta l’amore? ».
- « Sono gli altri autori italiani a trattarlo male, lo drammatizzano e comunicano questa ansia anche a chi ascolta canzoni, trasmettono loro propri complessi nei confronti degli autori stranieri. Ognuno quando ama è grande, invece noi ci sentiamo ridicoli o mediocri e per fare l’amore dobbiamo rifugiarci in un abbraccio musicale francese o americano, chiediamo la complicità di Montand o di Sinatra e allora che amore faccia pure rima con squallore ».
- « Al pubblico milanese del Derby questa sua tesi non è piaciuta molto, parecchi spettatori se ne sono andati a metà serata per evitare altri improperi e dopo tre serate ad andarsene è stato lei ».
- « Quel pubblico non mi rispettava, dunque perché io dovevo rispettarlo? Mi guardava come un intruso, non capivano che ero lì per fare cultura e non per cantare stravaganze a uso e consumo dei proprietari di Rolls-Royce ».
- « Perché ce l’ha tanto con il pubblico? ».
- « E l’impossibilità di averli tutti che mi spinge a provocarli. Vorrei averli tutti, essere il padre di tutti, almeno il fratello, visto che alla mia età non potrei più essere figlio di qualcuno, questa è la fregatura ».
- « E questo la fa sentire molto infelice? ».
- « Tanto, ma non è l’unico motivo. Sono infelice anche perché non faccio mai l’amore e non vedo mai le persone che amo ».
- « Chi glielo impedisce ».
- « Il ricordo. Non riesco a dimenticare i seicentomila ragazzetti che trent’anni fa hanno dato la loro cultura e la loro vita per salvare me e la mia cultura. Non dimentico un ragazzetto di diciotto anni che allora si fece sgozzare da un soldato straniero per garantirmi un pezzo di terra su cui essere poeta. Io questo non posso dimenticarlo e sono infelice perché sono vivo e loro no, ma non faccio dei blues dentro di me, che mi porto dentro da trent’anni. Loro hanno salvato la mia terra e la mia cultura, mi hanno fatto conoscere la preghiera e grazie a loro oggi sono bello, bellissimo, il più bravo e non perdono ».
- « Chi non perdona? ».
- « Gli altri, quelli che uccisero. Allora sono bellissimo, non perdono e prego ».
- « Mi sembra che la preghiera e la mancanza di perdono non vadano molto d’accordo ».
- « Ma io ogni sera mando una preghiera a Giap perché ha fregato gli americani non con il sangue dei suoi compagni, ma con lo sguardo ».
- « E questo l’aiuta a vivere? ».
- « Non accetto di stare senza quei ragazzi che hanno difeso me e la mia cultura, la platea mi fa ridere ».
- « È per questo che la tratta così male? ».
- « Io sono un poeta, sempre, anche quando sbaglio lo faccio da poeta. E posso fare e dire quello che mi pare perché sono un poeta. Vinco il Premio Goncourt, vinco il Premio Nobel, se voglio, alla faccia di tutti i letterati di questo mondo. Ma non ce ne sono. Portatemi qua Moravia che dice d’aver capito tutto della letteratura ma che poi per narrare deve andare in Africa perché qui non c’è letteratura per lui ».
- « Ce l’ha proprio con tutti… ».
- « Sono arrabbiato per tre buoni motivi: sono livornese, anarchico e comunista. Le basta? ».
- « A me sì, ma dovrebbe spiegarmi perché il fatto di essere livornese incide tanto sulla sua rabbia ».
- « Livorno è un’isola, è la città più difficile per tutti, anche per me. Perché a Livorno c’è tutta la contraddizione di questo mondo: ci sono gli americani, c’è il più grande monte di Pietà che si possa immaginare, io ne so qualcosa, c’è anche una delle più numerose comunità ebraiche in Italia. A Livorno sono nati il partito socialista e quello comunista e c’è anche una squadra di calcio che milita in serie C ma che meriterebbe lo scudetto in A. Ecco, io sono il Robinson Crusoe di questa isola che è poi un mondo ».
- « Che cosa crede d’avere, come livornese, anarchico e comunista, in più degli altri? ».
- « Niente è questo il mio equilibrio, la mia politica. Cercare di non offendere gli altri avendo qualcosa in più dell’uomo più povero di questa terra. La poesia è la sola cosa che ho ».
- « Che cosa le manca per sentirsi ricco? ».
- « Tante cose: una frittata di cipolle, un bicchiere di vino, un caffè caldo e un taxi alla porta. Non ho mai avuto tutte queste cose insieme ».
- « Non le viene mai il sospetto d’avere invece qualcosa in meno degli altri? ».
- « Una madre: la mia è morta giovanissima e ora vorrei lei e non il successo ».
- « Nemmeno come poeta? Non le piacerebbe vincere un premio importante di poesia? ».
- « Sì, il Premio Chianti, ma quello l’ho già vinto ».
- « Ciampi, è vero che il vino le piace così tanto? ».
- « Deve sapere che con il vino ho un buon rapporto di amicizia ».
- « Solo con il vino? ».
- « No, anche con mio padre, i miei fratelli, i miei amici, una donna e due uova al tegamino ».
- « Ma che cosa c’entra un tipo come lei con la canzone italiana, semmai ».
- « Che cosa sono le sue canzoni allora, oltre che poesie? ».
- « Un’alternativa al delitto, canto perché non voglio ammazzare. Poi anche perché una sera ho visto in un teatro di Parigi Montand che ha fatto due ore di spettacolo con un bastone e un pianoforte. Spero sempre di essere grande come lui per chi mi ascolta ».
- « Che cos’è per lei un “grande” della canzone? ».
- « Quant’è il tempo di una canzone? Tre minuti, no? E’ grande colui il quale moltiplica per tre quei tre minuti, all’infinito. In tre minuti un cantante diventa grande o cessa di esistere. Io moltiplico per tre minuti e lo faccio gratis, o quasi ».
- « Ma un po’ di successo non le farebbe poi tanto dispiacere… ».
- « Un buon diavolo, anche quando è poeta, in fondo ha diritto d’avere un po’ di pace, come in amore ».
- « Faccia qualcosa per conquistarlo… ».
- « Quello che faccio è già la morte ».
- « E anche questo, scommetto, la fa molto arrabbiare… ».
- « È la morte che mi fa soprattutto rabbia, perché non la posso fregare ».
- « E quando dice “io sono il più grande, l’unico”, chi cerca di fregare, se stesso o gli altri? ».
- « Io sono davvero il più grande di tutti perché posso prendere trecentomila lire per sera e anche mezzo milione e mandare un altro a cantare al posto mio. Tanto chi conosce Piero Ciampi? ».

Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Febbraio 2009 16:18