| GLI ARTISTI SI MOBILITANO PER IL PREMIO CIAMPI |
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"Esprimiamo la nostra più profonda gratitudine", dichiara Franco Carratori, il direttore artistico del Premio, "a tutti i musicisti che si sono mobilitati a sostegno della nostra rassegna e a tutte le voci che si sono alzate per impedirne la chiusura. E' una straordinaria conferma della valenza locale, regionale, nazionale e internazionale della nostra iniziativa e ci auguriamo che possa contribuire a evitare questo ennesimo oltraggio alla cultura italiana. Ovviamente ci attendiamo nuove adesioni al nostro appello e precise risposte da parte degli enti locali confidando che riescano a scongiurare la fine del Premio Ciampi. Ci siamo dati come scadenza il 30 giugno 2012: a quella data faremo il punto della situazione e verificheremo se esistono le condizioni per andare avanti". Gli organizzatori hanno lanciato una sottoscrizione popolare con la convinzione che il Premio, insieme a Piero Ciampi, sia un patrimonio culturale da salvaguardare, anche in tempi difficili come questi. La sottoscrizione prevede una donazione libera, ma chi verserà almeno 50 euro potrà associarsi al Premio. Per quanto invece riguarda il bando di concorso possono partecipare al concorso singoli artisti o gruppi musicali che presentino due brani originali entro la data del 30 giugno 2012. Facoltativamente sarà possibile presentare anche una propria versione di un brano di Piero Ciampi che sarà giudicato separatamente dalla Giuria.
"Il Premio Ciampi è una manifestazione che si occupa di proteggere, segnalare e difendere la musica d'autore. Chi se ne occupa lo fa con grande attenzione e partecipazione. Sono cose che ho potuto verificare di persona quando mi hanno premiato. Ospitali, generosi e appassionati. Ora, a causa di difficoltà economiche, la manifestazione rischia di chiudere. Sarebbe una vera e propria perdita per la canzone d'autore che ha sempre meno spazi in cui potersi esprimere. Ci tenevo a segnalarvelo". Luciano Ligabue, vincitore Premio Ciampi nel 2003 e nel 2006 In tempi di cattive canzoni la musica buon che esce dalla porta è bene che rientri dalla finestra. Il Premio Ciampi è la finestra giusta con il suo davanzale fiorito di piante, che sono appunto le belle canzoni. Ringrazio inoltre lo scomparso amico Ernesto de Pascale che mi ha fatto da guida all'ambiente del premio. Sono rammaricato di non essere riuscito, quando facevo il Dj e maestro programmatore Rai a lanciare Piero Ciampi come avrebbe meritato, ma c?erano sempre difficoltà incomprensibili. Erano anni in cui i suoi dischi non arrivavano, la promozione era disordinata. Tutti ci credevano ma alla fine Ciampi veniva guardato male. Eppure era grandissimo anche allora. Sono contento che il tempo, ottimo giustiziere, abbia reso merito a questo autore.Credo che finalmente si cominci a capire che la musica popolare di Piero Ciampi sia tutta da ascoltare ancora oggi, che non sia una musica legata a una moda passeggera. Con il tempo tante canzoni restano nella memoria della gente e vengono rivalutate come vere e proprie opere d?arte. Così è stato per De André e Gaber, entrambi sottovalutati agli inizi. Così è per Piero Ciampi. Renzo Arbore, Premio Ciampi nel 2009 "Il livello di civlltà di una Grande Nazione, o presunta tale, si misura con il suo impegno a salvaguardare i giovani, gli anziani, le minoranze e gli artisti. Tagliare i fondi al Premio Ciampi è un ennesimo segnio della barbarie dei tempi che viviamo. La domanda è: chi sarà il prossimo a subire questo sopruso? Salvare il Premio Ciampi significherà salvare un po' di tutti noi e del nostro futuro di uomini liberi. Incazziamoci! Piero Pelù, Premio speciale nel 2000.
Caro Premio Ciampi, sono Cristina Donà. Si lo so, mi hai vista nascere e per questo che ti scrivo. Ci siamo rivisti da poco e volevo farti sapere che sono stata bene, come volevo sapessi che il mio ricordo di quella sera del 1995, dove presentai davanti al tuo pubblico le mie prime composizioni, è ancora vivo. Sei stato un ottimo portafortuna e ti auguro di poterlo essere per tanti artisti ancora. Hai saputo dare possibilità e fiducia a chi fa il mio mestiere in questi anni e l'idea che tu possa chiudere mi rattrista molto.Spero siano solo brutte voci... così come esistono i brutti sogni. Ti abbraccio caro Premio Ciampi. Grazie per quello che mi hai regalato quella sera del 1995 e per avermi riabbracciata con tanto affetto poco tempo fa. Lunga vita. Cristina Donà, Premio Ciampi nel 1995
"Il Premio Ciampi non è solo un'opportunità per giovani cantanti. Di tanti festival e concorsi dedicati ad un cantautore che esistono in Italia è uno dei più seri, non ha scopo di lucro ma è fatto da persone che ci credono davvero". Gianfranco Reverberi, compositore e collaboratore di Piero Ciampi. Vengo a sapere delle difficoltà in cui versa il comitato organizzatore del Premio Ciampi 2012. Non posso dimenticare l'onore, ricevuto qualche anno fa,del conferimento del premio suddetto. Conferimento che mi ha riempito di gioia e di fiducia nel mio "lavoro". Voglio quindi esprimervi la mia solidarietà e la mia disponibilità verso qualunque situazione in cui vi sembrasse opportuno coinvolgermi. Con affetto Claudio Lolli, vincitore premio alla carriera 2000 "Premio Ciampi were the first organisation in the world to recognise my work in music and presented me with a lifetime achievement award for services to music. This I treasure more than other special awards that I later received in my own country of England, partly because it was my first one and partly because Italy has a special place in my heart. It was such a pleasure for me to attend the event in Livorno at the magnificent theatre and to perform some of my music." Ashley Hutchings, premio internazionale alla carriera nel 2004, fondatore di Fairport Convention, Steeleye Span, Albion Band e padre del folk-rock britannico "The Premio Ciampi award is not just for Italy though it does represent the best of Italian devotion to the Arts. It is for everyone, everyone who listens with an ear searching for new sounds and honesty in music, and it is for everyone who recognises Truth and Beauty in whatever artistic forms they might appear. Premio Ciampi did things the way he felt he had to and that is the true calling of the artist. And through this wonderful award in his name we celebrate those new artists who are doing things their own way. Signore Ciampi would be proud." Sid Griffin, fondatore dei Long Ryders, premio internazionale alla carriera 2002, nuovamente al Ciampi nel 2004. Con il suo nuovo gruppo Coal Porters alle Serate illuminate a Livorno 2010. "I first became aware of the Premio Ciampi in 2006 when John Lees and Woolly Wolstenholme of Barclay James Harvest won a lifetime achievement award at the event and performed three songs in Livorno. A few years later I travelled once more to Livorno with Jack Bruce, who was also a recipient of the lifetime achievement award. The cultural reach of the Premio Ciampi awards goes way beyond the Livorno region and indeed Italy. The event is a major cultural bridge to musicians in Britain and the USA, bringing them to Italy and exposing the breadth of Italian musical talent to an international artistic base. Music is a common international language, and the Premio Ciampi symbolises this by virtue of simply existing. The event is unique and must survive. If it does not, Italian and International music will be considerably poorer." Mark Powell (Esoteric Recordings, Londra) Il primo premio non si scorda mai. Il premio Ciampi si è accorto di noi nel '96 al nostro primo disco, coprendoci di elogi ed incoraggiamenti. Anni luce prima di qualsiasi altro occhio ufficiale. Ci ha fatto sentire a casa ad ogni partecipazione e soprattutto ci ha fatto salutare per l' ultima volta Ernesto De Pascale su un palco come egli avrebbe voluto. Il Ciampi, come non amarlo? Enrico Erriquez Greppi (Bandabardò) Caro Premio Ciampi. Con questa mia vengo a portarvi la solidarietà da parte di tutto lo staff del Festival Metarock, dal presidente Francesco Monceri, al consiglio d'amministrazione ai collaboratori nella comune convinzione che non vi è nessun risparmio nei tagli alla cultura, tantomeno andando a colpire quei territori dove si cerca di salvaguardare la libera espressione scevra dai condizionamenti del mercato, che sono il vero investimento per il futuro e dove il Premio Ciampi ha agito con grandissimo merito e risultati.Ho raccolto l'adesione degli artisti a noi più vicini e che mi pregano di comunicarvi tutto il loro appoggio,questa mia è condivisa da:Carmen Consoli Paola Turci, Enrico Erriquez Greppi (Banda Bardò), Peppe Voltarelli, Francesco Barbaro (OTR Live).Con la più grande stima Nicola Zaccardi Con questa dichiarazione voglio esprimere tutta la mia rabbia dinanzi alla possibile chiusura del Premio Ciampi e la mia totale sfiducia nei confronti di politici subordinati e arresi all'ordine economico e burocratico che sta trasformando la nostra Vecchia Europa in un qualcosa di definitivamente obsoleto e inservibile. Non è lontano il giorno in cui il nostro continente che aveva accolto forse il più florido scambio interculturale mai verificatosi, assumera le sembianze di un definitivo museo da "mondo in miniatura" in cui le nostre classi medie, se ancora ci saranno, verranno ridotte a pulire i pisciatoi del grande padiglione dell'Europa, amministrato dai magnati e daI mafiosi di tutte le latitudini. Uno scenario inevitabile quando all'estinzione di un progetto economico europeo si unisce il discredito per una cultura, la nostra, che con i suoi difetti e le sue virtù, ha offerto al mondo bellezze indiscutibili come la Carta dei Diritti Umani. Restiamo dunque in balia dei mercati. Spetterà alle generazioni future giudicare noi che abbiamo inventato l'Umanesimo e siamo riusciti a trasformarlo in questa maleodorante concimaia. Juan Andrés Garcia Romàn, poeta spagnolo vincitore nel 2010 del Premio internazionale di poesia "Valigie rosse" In difesa del Premio Ciampi Che cos'è la miseria culturale? Prima ancora che la mancanza di denaro per attività "culturali", è l'incapacità di valorizzare i talenti, le energie vive, le iniziative che nascono e circolano all'interno di un territorio. Se esistono delle istituzioni culturali, il loro compito dovrebbe essere innanzitutto quello di valorizzare la cultura là dove viene spontaneamente prodotta. D'altra parte, un progetto culturale per vivere, crescere, mutare, non può rimanere confinato a un territorio. Esso ha bisogno di mettere in relazione esperienze diverse, di sconfinare, di confrontarsi con idee e forze nate in tutt'altri contesti. Proprio per questo la cultura ha anche bisogno di soldi, perché grazie ad essi può permettere alle persone di spostarsi, di varcare delle frontiere, o rende possibile alle loro idee, musiche e parole, attraverso supporti come il video, il cd, il libro, di circolare in spazi molto ampi. Tra le tante miserie che affliggono l'Italia, vale la pena, però, di riconoscere anche due suoi punti di forza: il suo carattere policentrico e la generosità di molte realtà provinciali. Il premio Ciampi illustra perfettamente questi due principi virtuosi: a Livorno, delle realtà diverse legate alla canzone d'autore sono state in grado di mantenere in vita il ricordo di un personaggio irregolare e talentuoso come Piero Ciampi, costruendo un ponte tra passato e presente, tra la tradizione illustre del cantautorato italiano degli anni Sessanta e Settanta e i giovani musicisti della scena pop contemporanea. Scegliere di ricordare una figura come Ciampi, inoltre, significa riconoscere che in Italia le forze che vengono dalla provincia sono spesso più trasgressive e underground di quelle comodamente insediate nei grandi centri. Ma l'audacia del Premio Ciampi è stata quella di costruire un secondo ponte, non più tra generazioni diverse del mondo musicale, ma tra mondo della parola cantata e musicata, da un lato, e mondo della parole letta e scritta, dall'altro. Un ponte tra musicisti e poeti. Il Premio, da un paio d'anni, ha infatti aperto una finestra dedicata alla poesia italiana e internazionale. Il Premio Ciampi di poesia italiana mi ha permesso di conoscere un gruppo estremamente vivace e spregiudicato di persone che sono interessate alla letteratura italiana e straniera, che traducono e leggono poesia, che vanno alla ricerca di autori giovani e meno giovani al di fuori dei sentieri battuti. Mi sembra che un progetto culturale sia particolarmente riuscito e utile, quando riesce a mettere in contatto in modo non superficiale delle realtà e delle esperienze anche molto diverse tra di loro. Grazie al Premio Ciampi, per quanto riguarda la mia personale e fortunata esperienza, ho potuto entrare in contatto con una poetessa irlandese, che vive attualmente a Londra, con una piccola ma notevolissima casa editrice, Valigie Rosse, con un'associazione culturale il Cane di Zorro, che è un grande laboratorio d'iniziative e di incontri tra artisti e territorio, a sua volta legato alle attività del PAC 180, il Centro Basaglia di Livorno, che coinvolge anche i pazienti del centro psichiatrico. Non mi sembra che esistano esperienze più meritevoli di questa, proprio perché riescono a fare due cose non facili: avere un radicamento nel territorio, attraverso una comunità di persone generose, ricche di idee ed esperienze, e perseguire la ricerca di dialogo, incontro e contatto con esperienze più lontane, che si sono consolidate in altre città o in altri paesi. Investire qualche soldo in progetti simili è un'attività senza rischio, dal momento che il ritorno sulla società intera è enorme, e che i talenti hanno motivi per non sradicarsi irreversibilmente, e che anche la provincia può nutrirsi dei migliori e più vari stimoli, rompendo vecchie abitudini Andrea Inglese, poeta vincitore del Premio internazionale di poesia Valigie Rosse 2011 La band di Working Vibes esprime tutto il sostegno possibile al Premio Ciampi, un ottima occasione di confronto culturale oltre che musicale per tantissimi gruppi ed artisti, rassegna che tiene viva la memoria di un vero e proprio poeta come è Piero Ciampi, sempre attuale anche ai giorni nostri. Il premio che abbiamo ricevuto nel 2008 reinterpretando il brano "Te lo faccio vedere chi sono io" del poeta livornese è stata per noi non soltanto una grande occasione per farci conoscere di più in giro per la penisola, abbiamo sempre avuto il piacere di suonare dal vivo questa canzone apprezzatissima dal nostro pubblico reggae, versione che abbiamo inserito nel nostro ultimo lavoro "Italia solo andata" uscito sul mercato nel settembre 2011. La validità poetica e culturale di questo brano, soprattutto di questi tempi, sottolinea non solo una crisi economica ma anche di valori, in questa nostra nazione dove la cultura, quella vera, è posta sempre più ai margini. Perdere una rassegna come il Premio Ciampi sarebbe un ulteriore impoverimento per il già fragile organismo della musica italiana, ci auguriamo quindi di vedere vivere sempre più questa rassegna e di vederla sempre più rafforzata. Working Vibes Reggae Band Il ricordo dell'esibizione al Premio Ciampi nel 2002, e poi nel 2005, è uno di quelli per me indelebili. Il Premio Ciampi è un "luogo" di incroci ed incontri musicali straordinari, una possibilità d'ascolto di voci e suoni che sfuggono alle categorie più corrive della musica: Tenere vivi luoghi di questo genere significa volere bene alla storia e alla cultura del nostro paese. Marco Rovelli, vincitore con i Les Anarchistes del premio per il miglior debutto discografico nel 2002. Colleghi, quest' anno suoniamo gratis. Brano tratto da La Repubblica sezione firenze del 06 marzo 2012. Testo raccolto dal giornalista Fulvio Paloscia Guardo la televisione e vedo cose terribili. Le vittime dell' amianto. La gente che muore nei pronto soccorso per incuria. Allora mi dico: c' è di peggio che tagliare i finanziamenti alla cultura, agli eventi musicali. E invece no. I tagli alla cultura fanno malissimo. Soprattutto se riguardano un festival che porta il nome di Piero Ciampi, un premio che fa conoscere ai giovanissimi l' opera di un cantautoree di un poeta che ha tradotto nella nostra lingua lo stesso malessere europeo raccontato da Céline in Francia o da Valdimir Vysotskij in Russia. Ciampi è stato uno straordinario cantore dell' amore che va in rovina, dell' autodistruzione. Anche Lou Reed l' ha fatto. Ma solo da giovane, per gioco. Ciampi invece è stato un vero imitatore di Cristo. La cosa più bella del Premio è la libertà che vi si respira. Ha un' anima blues. Per questo piace anche a uno come me che, alle kermesse di nicchia tipo il Tenco, preferisce Sanremo. Il nazionalpopolare, talvolta più onesto dell' underground. Forse la cosa miglioreè che tutti noi che vi abbiamo partecipato si salga su un palcoscenico e si canti, gratis, raccogliendo fondi per un evento che non merita elemosine. Glielo dobbiamo, al Ciampi. E a Livorno, che rischia di veder sparire l' ennesima manifestazione. Eppure in questa città ci sono tanti giovani musicisti. E questo è meraviglioso. Perché chi suona ha modo di rendere l' anima più dolce. La sua, quella di chi ascolta. E la musica fomenta, sì. Ma solo sogni belli. Bobo Rondelli, vincitore del Premio Ciampi nel 2002. Siamo dispiaciutissimi per questa notizia che ci è giunta stamani che fa parte di una serie di incomprensibili ingiustizie che stanno capitando da ormai troppo tempo e troppo più frequenti nel nostro paese. Noi dobbiamo molto a questo Premio e al vostro affetto, ma anche se non vi avessimo mai partecipato ci precipiteremmo a firmare e a sostenere questa battaglia affinchè la qualità, l'entusiasmo e la passione per la cultura, per le persone e per le cose genuine e sincere continuino a vivere e a proliferare! Siamo con voi e se possiamo in qualche modo fare altro per mettere in luce quello che sta accadendo ne saremo felici e fieri! Un abbraccio. Sara dei Vetri, vincitrice Premio Ciampi 2011 Carissimi, abbiamo letto della situazione assurda in cui si sta trovando il Premio Ciampi. E ne stiamo soffrendo. Per Livorno, per Ciampi, per voi, per la cultura. Per noi è stato sempre un punto di riferimento, fin da quando diciotto anni fa facevo parte, su invito del grande Ernesto De Pascale, della giuria...E poi come dimenticare l'accoglienza per la nostra "Camicia Rossa". Quindi vi siamo vicini! Resistete e resistiamo! Giampiero Bigazzi. MATERIALI SONORI Aderisco con entusiasmo all'appello per salvare il Ciampi, assolutamente credo sia una manifestazione di altissimo profilo culturale e poetico, e mi sembra assurdo che possa soccombere ai tagli che stanno già falciando importanti capisaldi della nostra cultura, desertificandola. Vi prego quindi di farmi sapere in che termini e quando tale petizione verrà lanciata, e mando un abbraccio..Con affetto e stima, Michela Lombardi vincitrice Premio per la migliore cover di Piero Ciampi 2010 Andrea Sbaragli e Fabio Vergani, con A Buzz Supreme, vogliono dichiarare tutto il loro appoggio al Premio Ciampi e a tutta la sua Organizzazione. Il Premio Ciampi è un raro esempio di una organizzazione che riesce a con passione e grande professionalità a stare vicino agli artisti, emergenti ed affermati. Il clima che si respira in tutte le fasi del Premio è stimolante ed è di grande spinta per chi sta incominciando una carriera musicale, e ricorda a quelli più affermati come ci si può sentire bene a fare il proprio lavoro in mezzo a chi a musica la vive e la condivide nel modo più creativo e spontaneo. La scena musicale italiana, senza il Premio Ciampi perderebbe una esperienza insostituibile e necessaria. Lunga vita al Ciampi! A Buzz Supreme Cari amici, con questa nostra siamo a testimoniarvi la vicinanza, l'affetto, la stima e tutta la nostra solidarietà in questo momento. Riteniamo che sarebbe una grave perdita per la musica italiana la chiusura della manifestazione e con essa la possibilità di ricordare un artista come Piero Ciampi. Siamo a disposizione per qualsiasi manifestazione riterrete atta a sensibilizzare le istituzioni ed il mondo della musica tutto. Un fraterno abbraccio. Marmaja vincitori Premio Ciampi 2004 Ho un bellissimo ricordo della nostra partecipazione al Premio Ciampi 2008: la sensazione di trovarsi in un ambiente dove la musica e l'artista, e non altri elementi, sono al centro dell'attenzione di chi opera dietro alle quinte e del pubblico, la consapevolezza di essere ascoltato e apprezzato anche se non sei un artista noto, lo spirito di ricerca della novità unito alla rilettura e alla riproposizione critica del vissuto musicale e non. In altre parole, la Cultura, proposta con grande entusiasmo e grande competenza, un caso raro se non quasi unico in questo Paese, una realtà che non può e non deve venire a mancare. Guido Melis - Underfloor Come possiamo aiutarvi? Siamo a vostra disposizione per qualsiasi intervento. Rocco Burtone – associazione Musicisti delle Tre Venezie
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| Ultimo aggiornamento Sabato 14 Aprile 2012 15:02 |






Gli artisti si mobilitano per il Premio Ciampi. Luciano Ligabue, Renzo Arbore, Piero Pelù, Enriquez Greppi con la Bandabardò, Carmen Consoli, Paola Turci, Gianfranco Reverberi, Claudio Lolli, Peppe Voltarelli e, dall'estero, Ashley Hutchings, Sid Griffin e il discografco Mark Powell a nome di Jack Bruce e della Barclay James Harvest. Tutti coloro hanno aderito all'appello lanciato durante la presentazione del bando perché la rassegna livornese nel nome dell'indimenticato Piero Ciampi possa continuare a vivere. E a mobilitarsi per la sua sopravvivenza anche tanti appassionati di musica da Livorno, dalla Toscana e da tutta Italia.